L’affascinante mondo della scrittura geroglifica, che per secoli è rimasta indecifrata fino alle geniali intuizioni dello studioso Jean-François Champollion (Figeac, 23 dicembre 1790 – Parigi, 4 marzo 1832) che ne permise la decifrazione, si mostra molto più universale di moltissimi altri sistemi di scrittura. Il suo sistema è basato su ideogrammi, ovvero disegni che rimandano direttamente al termine che rappresentano e fonogrammi, cioè disegni che corrispondono ad un suono, anche se spesso gli stessi segni possono essere usati sia come ideogrammi che come fonogrammi, è il contesto che ne fa intuire il valore. Tra la miriade di segni ve ne sono molti che fanno capo al corpo umano e molto spesso il significato che comunico è diretto e travalica la conoscenza in sé della lingua poiché si rifà ad un linguaggio universale che è quello del corpo.

Oggi prenderemo in considerazione il segno detto “delle braccia in senso di diniego”. Questo ideogramma è usato per esprimere degli avverbi di negazione n e nn che coincidono con l’italiano No e Non, ma anche è messo di seguito al verbo ẖm che significa “ignorare, non sapere, non essere a conoscenza”. Facilmente si individuano in questo ideogramma tutte le caratteristiche universali per dimostrare che non si sa una cosa o che non si capisce ciò che l’interlocutore sta dicendo. L’ideogramma esprime bene il gesto multiplo che avviene nella realtà quando un individuo vuole dimostrare ad un interlocutore che non si sa o non si è compreso ciò che veniva richiesto. I palmi delle mani aperte e poste verso l’alto mostrano che non si nasconde nulla in mano, nel senso che non si sta mettendo; il disegno delle spalle sollevate atte a proteggere la gola da eventuali attacchi ed in segno di sottomissione poiché anche se nel disegno non si vede, presuppone un leggero abbassamento del capo con fronte corrugata, comunica, così come nella realtà, anche l’idea di un atteggiamento reale di fronte ad una situazione incomprensibile.
Questo dimostra quanto fossero attenti a determinati atteggiamenti del corpo e come potessero ispirare un vero e proprio medium comunicativo complementare ad una lingua. Da notare inoltre che in 3000 anni di storia, sebbene la lingua abbia subito delle sensibili modifiche, anche a livello di radici, il segno di là di un cambiamento fonetico rimase per esprimere sempre lo stesso insieme semantico.

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